Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Il blog di Giusy Ragni Tutti gli argomenti, le news più esclusive, il glamour e la cronaca

Pubblicità

Il settimo giorno- breve racconto di Giusy Ragni

"Il settimo giorno" 
Racconto di Giusy Ragni

 amoreeeeeeee.jpg
All'alba del settimo giorno...se potessi cominciare il racconto della mia anima ...o della mia vita di certo lo inizierei cosi. O forse lo sto già facendo.  Il settimo giorno...quello della Creazione , quello della vittoria, o della sconfitta...
chi può dirlo? Non c'è una linea netta di demarcazione fra le due cose; 
e una grande vittoria per certi versi può essere anche una sconfitta e viceversa.  Chi è Giusto spesso è solo e non è una sconfitta questa? 
E cosa c'è di più giusto dell'amore?  Amare, amarti incondizionatamente; mandando in frantumi tutti i vetri della gabbia, 
scavalcando tutte le montagne,senza fermarsi mai davanti a niente... 


Quando dormo ripeto tra me e me 
"Io arriverò fino alla fine di te, dentro tutti i tuoi pensieri,  tra le tende della tua stanza e dormirò con te."  Ma quando mi sveglio il letto dall'altro lato è vuoto.  Poi sentire la tua voce è un dono, una vittoria che si trasforma in sconfitta quando sparisce dietro l'ultimo angolo, quando il rumore del treno mi sputa addosso la mia incapacità a scendere, a tornare indietro, a lasciare li con la valigia, in mezzo ai binari il coraggio di perderti ancora. 


Le nuvole corrono sempre troppo veloci sopra la mia testa,  e il mare è sempre stato troppo lontano dalla mia casa.  Per la prima volta stamattina,  scontrandomi con lo specchio ho sentito il dolore versarsi tutto dentro il lavadino ma ho velocemente messo il tappo di gomma nera,  se fosse tutto sparito giù per il tubo io sarei rimasta sola. 
Ti penso e ti porto con me , tu che sei nuvola giocosa e mare a pochi metri, in questi miei giorni di sale,  io che randagio di razza mi chiedo quando non siano stati di sale i giorni? Che ammonticchiati  nell'angolo più buio di questa mia vita mi hanno morsicato a sangue. Sempre. 


E mi sento buttata fuori da una favola come il lupo cattivo o come la strega orribile.  È cosi difficile respirare quell'aria dove non aleggia il tuo profumo e mi chiedo se mi vorrai ferire ancora di baci, come stelle cadenti...io sono pronta, se curando ancora il mio giardino, dando un senso alla mia bocca, e al torrente che non poteva uscirne, mi farai riassaggiare quel sapore, ti farò restituire tutto il cielo che mi hai dipinto addosso, in un abbraccio che ricorda una danza tribale. 
Giro per casa inseguita dal vuoto che cerco di catturare con l'aspiratutto,  avvolta in una vestaglia di lacrime e musica. 
Vorrei stirarti dei pantaloni e cucinare per te cibi che vanno oltre il semplice nutrirsi.  Mi guardo intorno e sento la tristezza che dà il non avere odore di fritto alle pareti al posto di un Van Gogh, e il tuo disordine ovunque e il tuo ordine nel cuore. 
Voglio il candido riverbero della schiuma da barba che spunta dalla porta della cucina , quando tu seminudo rincorri il tuo ritardo. 
Mi siedo, o meglio affondo nella poltrona di un color indaco, pensando a te sprofondato nell'identica posizione mentre guardi una partita di calcio; chiudo gli occhi... dalla strada sale il frastuono di un' umanità apparentemente più felice.  Più felice di chi? Il gatto mi guarda,con gli occhi mi dice di non fare domande stupide. 


Penso ai momenti salvati in un vecchio floppy disk 
molto più umano di queste Pen-drive tanto di moda,  
e assaggio marmellata del gusto che piace a te. 
All'alba del settimo giorno ho scoperto che mi piace solo quello che piace a te, e come faremo poi, come farò? Se si scucirà dal tuo cuore questo velo, se d'improvviso si ribaltasse il centro, finendo a gambe all'aria?  Se il database dei sogni si resetterà?  Non avrò più i tuoi gusti e nemmeno i miei.  Mi si chiuderà lo stomaco e l'anima? 


Rivedo i tuoi occhi tra le lenzuola e anche in un vecchio film anni '50. 
Mi rendo conto di avere un disperato bisogno delle tue camicie bianche ...del tuo sorriso, di quelle luci in lontananza di cui mi parli sempre.  Mi preparo un bagno, l'acqua mi ricorda alcune tue parole, i lampi della tua voglia,  mentre nella schiuma ci si tuffa il sole...poi il buio mi coglie cosi dentro la vasca, dai vetri della finestra vedo le rondini in ritirata e le insegne dei bar che sparano colori al cielo.  È stato assurdo o eroico vivere senza conoscerti, ignorare per anni che non ti piace il sushi,  esattamente come a me. 


E non capire mai quella voglia irrefrenabile di baciare una bocca speciale che non sapevo dove trovare. Quanto tempo buttato, riciclato male. Sono stata in un prato per secoli, sdraiata, guardando in alto 
per vederti volare e poi planare su quel ramo che mi faceva ombra, e invece tu stavi alle mie spalle, guardavi verso un altra direzione per vedermi passare.  Anni di freddo, e non solo per colpa dell'inverno 
in una città di fabbriche e uffici , dove la gente non ti vede nemmeno se gli muori accanto, o se esci di casa nuda. 


Anni passati ad ascoltare la tua vita, senza sapere che la stavi vivendo, 
che stavi dando via tutto quello che era mio. Mentre io facevo la stessa identica cosa , e che mi provocava una fitta continua al petto ma che non potevo identificare... mescolata al dolore di tacchi troppo alti e di sere troppo sole.  Perchè il destino sembra addestrato dal più grande criminale della terra?  Ti passa accanto ghignando e ti strappa i vestiti, i documenti, i sogni,
ti lancia nelle fogne... 
è lì che quasi tutti si impara a nuotare. 
Non ho pensato mai che amare fosse cosi... 
togliesse il respiro cosi, come la magnificenza che senti investirti quando guardi alle prime luci dell'alba in fondo in fondo al cielo e l'orizzonte è una linea curva che tutto ingoia; sei una piccola cosa posata a caso su questa terra eppure dentro ti si espande l'universo. 
Ma il sentimento è anche ossigeno, qualcosa che tiene in vita tutti i tuoi organi vitali , come quelle macchine che in ospedale 
fanno vivere chi già cammina molto più in là nei pascoli di Dio. 


Dei passi fuori dalla porta svegliano i miei comuni sensi,(vorrei che fossi tu, stanco dopo un viaggio di ore, per poterti stringere e farti dormire sul mio seno)...i miei sensi, si , assorti, calati dentro di te, persi tra l'accappatoio troppo piccolo e il caffè nella tazza, scuro come la nostalgia delle tue canzoni preferite e delle tue mani cosi incredibilmente calde.  Cosa me ne faccio di questa casa che non esiste, se tu non ci metterai piede? 


A chi rivenderò questi mobili in stile 
"vorrei una vita vera”
E tutti gli attimi passati insieme, intrecciati del nostro profondo amore, 
in quale cassetto attenderanno...tra i rametti di lavanda legati 
con il nastro viola e miei reggiseni a balconcino? 
Continuo ad inciampare e non ricordo dove stia il barattolo dello zucchero, forse sul pane con il burro metterò del tabasco perchè la nostalgia è qualcosa di appiccicoso e devastante , di cui non puoi più fare a meno.


Ho bisogno del tuo ritmo, delle tue docce, di quel tuo guidare veloce, 
dei tuoi silenzi che accarezzano e del semplice starti accanto.  Senza fare un passo fuori mi mescolo tra le gente,  e vedo noi due, affiatati e felici; al ristorante, al cinema, fuori e dentro da negozi scintillanti. 
Dentro e fuori dalle vene dove il sangue pulsa e lascia il posto al tuo volto, al tuo odore.  Non ho ancora capito quanto io mi ami, ma so con certezza quanto amo te e non più di venti minuti fa ho deciso che non voglio assolutamente mai più esistere  senza la tua fame, la tua sete, il tuo sonno, le tue passioni. 

 


Voglio essere come le sponde del fiume che ne seguono il corso sinuose, fedeli e silenziose ad ogni curva ad ogni tratto...fino al mare. 
Fino alla fine di tutto,  fino a che si sia consumato tutto il sale della terra , fino a che il sole sia sorto e tramontato ininterrottamente per millenni e poi esploso... fino a che le nuvole mi siano passate tutte sopra la testa senza sosta...fino a che io abbia pianto tutte le mie lacrime nere di mascara e fino a che l'esaltazione di 
averti abbia consumato il mio corpo e imbiancato i miei capelli...fino all'alba del settimo giorno...quando saremo di nuovo Adamo ed Eva. 


Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post